La moda passa lo stile resta

Aveva pienamente ragione Cocò Chanel quando pronunciò la frase ‘La moda passa lo stile resta’, infatti seguire i trend è facile ma lo stile è di poche persone.

Negli ultimi anni, si sta vedendo molta moda sul web: non solo le varie case di moda, da quelle del settore luxury come ad esempio Finamore o Versace, a quelle della fast fashion, come Zara o H&M; ma anche tantissimi influencer e fashion blogger.

Ma è giusto che chiunque possa parlare di moda?

In molti pensano che lo sia, ma c’è anche chi non la pensa affatto così.

Molte case di moda non hanno piacere a sapere che chiunque può parlare o scrivere di loro sul web perchè, purtroppo (o per fortuna?!), chiunque può scrivere ciò che vuole (o quasi) in rete.

Ci si chiede se è giusto che una qualunque persona possa scrivere articoli sul mondo della moda pur non conoscendo il settore.

La moda è una forma d’arte e chi non la ama davvero e non l’ha studiata (si, è una materia di studio!) non dovrebbe minimamente pensare di scrivere articoli di settore; al massimo, potrebbe esprimere la propria opinione ma non di più.

In rete, infatti, si trovano molti articoli scritti da chi di moda non ne capisce proprio nulla; le persone ‘ignoranti’ in fatto di moda la confondono con i trend, pensano che parlare delle tendenze del momento sia ‘capire di moda’. Non è affatto così.

La moda, come abbiamo detto prima, è una forma d’arte ma non solo, è anche storia; si, perchè la moda fa parte della cultura dei popoli.

La moda fa parte delle nostre usanze ed è cambiata di pari passo con l’evoluzione dell’uomo; chi non conosce il nome della prima sarta riconosciuta a livello mondiale, chi non conosce la storia dei più grandi stilisti come può scrivere di moda o, ancora peggio, passare per esperto/a di moda?

Per quanto riguarda il settore del fashion, questa eccessiva libertà di poterne scrivere si sta, forse, rivelando più un male che un bene.

Ci sono persone che pensano di sapere cosa sia lo stile solo perché seguono su Instagram Chiara Ferragni, Chiara Biasi o Veronica Ferrano, ma non è affatto così.

Le influencer, ovviamente, sono libere di vestirsi come preferiscono e sponsorizzare le aziende che le remunerano, ma non sono persone esperte di moda; indossando semplicemente i capi delle aziende con cui stipulano contratti o che fanno loro dei regali, spesso ovviamente indossano anche abiti scelti da loro secondo il proprio gusto personale.

Ma il problema non sono di certo le influencer che, giustamente, sono libere di fare ciò che meglio credono; il problema è l’ignoranza di chi la moda non l’ha mai studiata e, quindi, non ne capisce nulla. Il problema, inoltre, diventa ancora più ampio quando scrive di moda chi, appunto, non ne sa niente; è proprio questo il modo di diffondere notizie errate e di ampliare l’ignoranza che gira intorno a questo settore.

Le case di moda dovrebbero scegliere con cura chi deve curare la loro comunicazione, se vogliono mandare i messaggi giusti al target di riferimento a cui puntano.

E’ giusto che chi ha studiato la moda, chi la conosce davvero, chi sa come essa si è evoluta nei secoli, scriva e parli di essa; chi non la conosce a fondo, forse, dovrebbe parlare di altro.